giovedì, 12 novembre 2009
author: Attraverso @ 14:37
category: diario, la mia generazione

Cammino sotto la pioggia aulla strada principale
guardando le luci dei fari abbagliarmi venendomi incontro.
Il folto appartamento è stato lasciato
libero dalle sue voci di chitarra.
L'acqua lava vie colpe e macchie di caffè
e una punta di acidità posta sotto al baffo sinistro.

Tutto sommato sto bene anche se preferirei stare male
e tutto sommato ho raccolto abbastanza per non sentirmi insoddisfatto.
Arriverò di nuovo ultimo.

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venerdì, 30 ottobre 2009
author: Attraverso @ 00:36
category: diario

Eccoci arrivati alla fine uno accanto all'altro costernati.
Ci si scambiano strette di mani e buffetti sulle guance, i più arditi cercano persino di abbozzare un sorriso.
L'acqua nel fiume scorre sempre nello stesso senso e affiorano camicie scure e colletti bianchi e un po' di contaminazioni varie portate lì da un amico di un amico che a sua volta si chiede che cosa ci è venuto a fare.
Genuflessioni con vari momenti di riepilogo degli avvenimenti trascorsi.
Preghiere che vanno al tempo della marcia finale.

E poi è il disordine la prima cosa che ci viene incontro.
Fogli sparsi qua e la e una bottiglia di rhum lasciata aperta chissà quando e chissà da chi.
Fiori finti che paiono vivi ma che hanno tutto il senso della morte aggrappata a quei colori.
Fotografie fatali bene ordinate in un quadro appeso alla parete che contrastano con il nulla lasciato cuocere lentamente nel brodo primordiale delle proprie sensazioni.
Gettami un ultimo episodio da ricordare così che possa dimenticarlo.

In ogni fiume che ho attraversato ho lasciato un pezzo di me.
In ogni sconfitta che ho celebrato ho visto un pezzo di te,
Siamo polvere appesa ad uno straccio da cucina, una scrollata e via.
Eccoci finalmente nudi uno di fronte all'altro in attesa di concederci uno sconto di pena.
Irrimediabilmente dipinti di fronte ad un bosco di betulle sotto una pioggia incessante.

Tutto ci precipita attorno e una tromba stanca sottolinea i momenti più drammatici.

Para que la señorita lo haga valer donde ella lo considere necesario

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mercoledì, 30 settembre 2009
author: Attraverso @ 14:01
category: diario, conigliecore

Il caso in una casa chiusa con un cosacco alla porta,
è solo cose accatastate costantemente in un sacco di pelle.

Il granchio, riflettendo durante l'esame della procace studentessa,  si accorse di essere rimasto il solo a credere nell'esistenza di un'entità superiore dato che l'universo aveva l'assurda abitudine di comportarsi come più gli aggradava.
"La più fenomenale scoperta per l'umanità fu fatta da un matematico incompetente che nel paesaggio di Rienmann scoprì un'anomalia, in pratica una porticina, che una volta esplorata, o meglio aperta,  mostrò un ragioniere di Bresso con una lunga barba bianca che vi era finito dopo aver pasticciato con le virgole durante una sessione di contabilità creativa e che ringraziato il matematico corse a casa. Peccato che fossero passati duemila e cinquecento anni dall'evento e al posto di casa trovò la linea 4 della metropolitana e due pasticcerie salate.
In pratica era possibile, sbagliando i calcoli creativamente, muoversi in ogni dimensione conosciuta e di crearne a  piacimento di nuove. Basta un 2+2 = 5 all'interno di una serie complessa di calcoli per aprire un varco nella struttura stessa dell'universo conosciuto e trovarsi improvvisamente proiettati in un bordello marziano o nello stomaco di facocero innamorato, cosa, quest'ultima, alquanto sconveniente e sgradevole.
Per almeno mille anni schiere di contabili creativi concepirono universi viepiiù meravigliosi ma tutti con una costante imbarazzante. Era obbligatorio catalogare ed archiviare tutto con cura e portare scarpe di un numero più piccole e poi togliendole la sera pronunciare: "E' l'unica soddisfazione che ho dalla vita"
Mille anni di siffatti maneggi portarono l'intero universo alla più ordinata anarchia che si potesse concepire in cui venivano generati fantastriliardi di magnifici bilanci tutti meravigliosamente ordinati, catalogati e archiviati con cura su Nemesi. Il pianeta inventato di sana pianta dai Giacobbiani, seguaci di una setta che ha origini nella preistoria tecnologica della Terra, quando qualsiasi coglione poteva dirsi scienziato. Nemesi, dopo millenni di archiviazioni, si trasformò in un buco nero che a poco a poco inglobo in sè tutti gli universi concepiti creativamente e portò tutto direttamente dietro alla porticina nel paesaggio di Rienmann. Dato che fuori non c'è nessuno che possa aprirci adesso ci troviamo qui tutti ammassati in attesa di un nuovo big bang."
Il granchio prese il libretto della studentessa di fronte a lui, lo soppesò con cura, valutò i suoi occhi ma soprattutto la sua generosissima scollatura e le diede un bel 30 in cosmologia fantasmagorica applicata alla contabilità creativa.

Cercare moglie di questi tempi non è impresa facile, il catalogo è vastissimo. Ce ne sono di tutti i tipi e misure, ce n'è pure con svariati accessori e con l'aggiunta di pochi crediti fotocamera e videocamera olografiche di ultima generazione: 4DOSS cioè di quelle che oltre alle immagini quadrimensionali riproducono odori, sapori e sostanza.
A dire il vero, a me, la quarta dimensione fa paura soprattutto da quando hanno scoperto che non ha nulla a che fare con il tempo ma con la salute. Insomma a me sembra stupido poter viaggiare tra il tanto malato e il tanto in salute. Insomma a me fare una fotografia ad una conigliecora e, con photoshop, trasformarla in una succulenta pietanza mi sembra un atto contro natura. Però pare essere una delle cose più trendy dell'anno in corso.
Comunque devo trovare moglie, ieri sono andato al concessionario sotto casa giusto per farmi una prima idea della cosa.
Il venditore mi ha accolto calorosamente ed ha aperto il catalogo. subito l'occhio mi è caduto su Samantha che oltre ad avere aspirapolvere, forno e fotovideoamera 4DOSS integrati aveva pure il tosa conigliecore.
Perfetta, direte voi, appunto aggiungo io. La perfezione è pericolosa, la perfezione crea dipendenza fisica e psitica, la perfezione non è nell'ordine naturale delle cose, un po' come la quarta dimensione.
Però era proprio quella giusta per me.
E tutto sommato costava poco 175.000 crediti.

Il robotosatore da solo ne è costato 300.000 e non fa da mangiare.
Dov'era la magangna?
Mi feci dare la brochure esplicativa e andai a lavorare.
Ma lavorai poco, non avevo che in testa Samantha così il giorno dopo mi ripresentai dal concessionario per poterla vedere dal vivo. Mi diede l'appuntamento per il 6,7 del mese prossimo, "Sa è un modello nuovissimo per cui bisogna avere pazienza. Ma le assicuro che è perfetta per lei", mi disse il venditore, "Appunto", risposi io ed un brivido gelido mi corse lungo la schiena mentre firmavo la prenotazione per poterla vedere live.

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giovedì, 17 settembre 2009
author: Attraverso @ 17:37
category: diario, la mia generazione

Mi aspettavo di vederti stasera,
di solito capitava all'imbrunire,
e di sentirti arrivare dal cancello
con le chiavi in mano
con le note di una canzone da fischiettare
con il passo sicuro di chi non cade sul ghiaccio.

Mi aspettavo di sentirti tossire
accendendoti una sigaretta prima di cena,
di sentirti mugugnare per il cibo
con la scusa di non ingrassare mai
di assopirti subito dopo guardando un film
e svegliarti di soprassalto cantando.

Mi aspettavo di non sentire mai più la mancanza
di queste regioni di assenza di essenze
e di appigli per rimandare a domani anche l'oggi.
In questi anni ho contratto più di un pensiero.
In questi anni contorsionevoli.

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mercoledì, 02 settembre 2009
author: Attraverso @ 10:58
category: politica, domande, 2 agosto

due agosto millenoventoottanta: Strage di Bologna

due settembre millenovecentoottanta: A Beirut scompaiono nel nulla due giornalisti Italiani, Italo Toni e Graziella De Palo.

Non c'è nessuna relazione tra i due fatti?

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lunedì, 17 agosto 2009
author: Attraverso @ 15:18
category: asterisco

Hai apparecchiato la tavola di ogni ben di dio

ma hai lasciato la catena del cane sciolta

e si è mangiato una fetta di cocomero

e un santino di Santa Ildegarda

Che poi quell'ogni ben di dio

era un cocomero troppo maturo

un popone avariato e una caramella ciucciata

e l'olio che si era trasformato in aceto

Che poi è la storia di un treno a vapore

do fuoco alle polveri

con il pane che è di sasso

e la birra diavolina

Sai che una volta coltivavo melanzane?

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giovedì, 13 agosto 2009
author: Attraverso @ 14:42
category: diario, la mia generazione

All'inizio c'era il fango, solo fango nient'altro che fango.
Poi arrivasti tu che provasti a separare la terra dall'acqua.
Ricominciando da capo provasti a mettere un po' d'ordine
in tutte quelle cianfrusaglie sparse qua e là, su e giù.
E così separasti il buono dal brutto, il mare dal bere,
l'oro dall'argento e per ultimo e solo per ultimo io da te.
Delle sei corde ne tenesti solo una che suonava un'unica nota.
Delle settanta cassette azzurre ne tenesti una, quella in cui stavo muto.
Dei coriandoli che avevo raccolto all'ulimo carnevale senza regole
tenesti solo quelle gialle a forma di chicco di neve,
Alla fine avevo un bel giacchettino blu, una cravatta rossa
e un paio di pantaloni corti,
gli stessi che avevo indossato alla prima comunione,
io solo e nessun'altro.

"Quando conobbi la carne era già solo spirito", disse il vento sfiorandoti i capelli.

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martedì, 11 agosto 2009
author: Attraverso @ 15:42
category: diario, la mia generazione

Io e te stiamo dicendo la stessa cosa,
che è ora di guardarsi negli occhi e andar via
e in parte è colpa della luna che ci guarda.

Certo se avessi una lametta da barba potrei
lisciare i miei pensierei e farli uguali a tuoi
e in parte la colpa sarebbe di un onda spezzata.

Avrei voluto lasciarti solo un tozzo di pane
e invece ho imbandito la tavola di ogni ben di dio
tu hai ringraziato ma non hai toccato nulla
tranne un singolo chicco di riso in un angolo della ciotola.

Io e te dobbiamo rifare tutto quello che resta
e con cognizione di causa rispettare i limiti
e in parte ringraziare il cielo di esserci stati.

Schiuma di birra e vuoti di potere da colmare
carichi sospesi che sovrastano ogni nostro passo
e in parte un silenzio che si fa strada.

Avresti mai pensato che rimasti al sole
saremmo seccati fino a diventare solo pensiero?
Il più delle volte  sono rimasto attaccato
solo per non dover pensare di staccarmi.

Atteso a ben più alti desideri e compresso in ben più alti impegni
ho guardato il chicco di riso entrare nella tua bocca
e alla fine di tutto ho sollevato la bocca e reciso
il filo tra te e me e affittato una batteria nuova.

Non lo ricordi?

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giovedì, 30 luglio 2009
author: Attraverso @ 16:36
category: diario, la mia generazione

La mattina poi entra nella stanza con i suoi fulgidi esempi
e si spalma in tutta la sua presenza su turgidi pensieri.
Un gatto scivola lentamente da ringhiera a ringhiera
e si mette a dormire all'ombra di piante da balcone.

Il succo del discorso è che dovrei innaffiare in giardino
mentre invece sono a letto e ti guardo come in televisione.

Qualcuno avrebbe dovuto bussare alla porta
mentre invece è entrato senza essere stato invitato,
ha portato i suoi oggetti da perfetta concubina
e poi ha apparecchiato, lavato e servito
lasciando a me il solo incarico di guardarla fare.

Il succo del discorso è che dovrei volare a nord
e invece resto qui a suonare congas e maracas.

Così apro le persiane e guardo la natura già sveglia
appaio in pantofole e in pigiama che mi stiro
e confido che nessuno alzi il capo per guardarmi.
Stanno cambiando i manifesti pubblicitari sulla luna
non più bibite dissentanti ma intimi da indossare,
credo che salirò un po' più in alto per toglierteli.

Il succo del discorso è che dovrei avere pietà di me
e invece continuo ad averne per i gerani del mio balcone.

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martedì, 28 luglio 2009
author: Attraverso @ 17:07
category: diario, la mia generazione

A mezzanotte arrivano i fantasmi
si tolgono le pantofole e si accomodano accanto a te
ognuno con la propria storia da raccontarti.

Schiudono le labbra modulando suoni di parole
e lasciano puntini di sospensione qual e là
in un richiamo costante al loro non esserci.

Le catene sono attaccate ad una parete
e aspettano la loro vittima sacrificale
mentre i sogni sono appoggiati sul comodino.

Alle due i fantasmi se ne vanno e arriva il sonno
ci svegliamo poco dopo accanto ad una donna
che ha un nome che non conosciamo ma forse è
scritto in una lingua strana sulla pinna di un delfino.

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